Viaggiammo come carne in scatola.
Carne secca, arida, come cibo scaduto.
Chi non ha vissuto un solo minuto di quelle lunghe ore,
di quei giorni interminabili,
non conosce l'importanza di un solo goccio d'acqua
da trattenere sulla lingua.

Quando vidi la luce
il cielo era nero
e la pioggia grigia.
Ci radunarono,
ci divisero.
Il mio nome morì per primo.
125679,
e un uomo come me mi disse:
" Sei grande e robusto, ma uscirai leggero dal quel camino"
e rideva, l'uomo,
vestito di ferro.
La notte,
concentrai le mie forze per abbandonare nel sonno,
e per sempre,
almeno una parte di me
che non meritava questo.
La mattina,
nessuno alzò gli occhi.
Un segno di vita
uccideva più di un assassino.
Il male è infinito, qui:
il dolore; il terrore; l’orrore,
la vita che ho lasciato
e questa vita
circondata da ghiaccio e fili spinati
e anche la morte qui:
è infinita.
La vita è diventata fredda
come le canne di ferro che ci scrutano.
Invece la morte adesso è calda,
come un forno.
Volete la mia morte, va bene,
muoio.
Ma non mi ucciderete.
La mia sfida è cominciata,
bastardo di un cecchino morto più di me.
Infame, voltati,
che appena staccherai gli occhi da me
andrò diritto, di corsa,
sui fili spinati,
e arriverò prima che tu mi colpisca.
Adesso è tutto più leggero,
tutto più chiaro,
e guardo le persone intorno a me.
Che pena,
che pena.
A chi?
si può chiedere aiuto; pietà;
perdono; una preghiera.
A chi si può chiedere una carezza?
o solo un dolce sguardo.
Eppure io sono come ogni persona che mi circonda
e loro come me non sono:
Ebrei
Testimoni di Geova
Polacchi
Russi
Soldati
Malati
Anziani
Omosessuali
Zingari
Politici
Andicappati
Donne…
Bambini
ma esseri umani.
Domani,
dovranno ricordarsi questo.
Nessun colore, nessuna bandiera.
Solo questo.
ESSERI UMANI
Il mio corpo, dannato cecchino ,
sarà la tua sconfitta.

e la mia ultima luce.

Auschwitz II - Birkenau
Polonia
continua
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